LE D.B.N. E LA LORO RAPPRESENTANZA EFFETTIVA: il proliferare di soggetti che si dichiarano detentori del reale centro di interesse per le D.B.N. fa bene al settore?

Squarciamo i veli del politicamente corretto e ragioniamo tutti insieme come se, invece di essere ognuno nei propri studi o nelle proprie case,  noi fossimo seduti davanti a un tavolo imbandito di ottimo cibo e squisite bevande, come avveniva negli antichi caffè in cui si incontravano personaggi illustri che, con l'umiltà tipica delle grandi menti, si confrontavano, dialogavano, magari discutevano, ma avevano in comune l'amore per l'oratoria e per il gusto della pragmatica.

Avevano un obiettivo comune e ragionavano tutti insieme per raggiungere quell'obiettivo. Il nostro obiettivo qual è? Qual è l'obiettivo dei professionisti delle Discipline Bio Naturali in un mondo frammentato che, spesso, più che puntare sulla coesione si perde in dispute e campanilismi?

La galassia delle DBN è composta da tante realtà, spesso piccolissime e non raramente in contrasto tra loro, che nel tentativo di  dimostrare il proprio punto di vista vanno a discapito della collettività e favoriscono l’incertezza che regna riguardo agli inquadramenti e ai diritti dei soggetti che vi appartengono.  

Inutile negare l'evidenza: nel corso dell'ultimo anno decine e decine di associazioni o realtà di vario genere si sono presentate sulla scena delle DBN dichiarando, a vario titolo, di rappresentare il mondo e affermando di avere ruoli e poteri che, nella realtà dei fatti, sono sostanzialmente autoreferenziali. Per la tutela di un mondo così frammentario non servono improvvisate associazioni che nascono e muoiono il tempo di un battito d'ali di farfalla o che si impongono al pubblico con competenze che non competono loro.

Nel corso dell'ultimo anno abbiamo letto molte prese di posizioni molto forti, spesso contrastanti, ma quasi sempre bellicose. Costituire una associazione privata spacciandola per federazione o per sindacato non significa fare il bene delle DBN, significa solo creare ulteriore confusione in un mondo in cui l’incertezza regna già sovrana.

Sui nostri tavoli sono arrivate proposte di collaborazione da parte di presunte nuove federazioni o altisonanti sindacati di categoria di vario genere, molti dei quali costituiti sotto forma di associazione non meglio definita o di comitato non meglio precisato.

Se vogliamo ottenere dal mondo politico il rispetto che meritiamo come appartenenti al mondo del benessere e della vitalità iniziamo noi in primis a fare un ragionamento di correttezza sui noi stessi: costituiamoci in forme di tutela, creiamo movimenti, parliamo di diritti ma facciamolo nel rispetto delle normative e della onestà intellettuale che il nostro settore merita. Non serve seguire chimere di chi si professa paladino dei nostri diritti, professando di rappresentare i professionisti tramite sindacati che non esistono. Il diritto al "sindacato" è un diritto inoppugnabile ma deve seguire, nell'iter di procedura di costituzione, il più rigoroso rispetto delle norme: i sindacati sono una cosa seria, non un'improvvisazione dell'ultimo minuto.

Una interessante differenza corre fra il concetto di Parti Sociali e Corpi Intermedi: le Parti Sociali sono i protagonisti del dialogo civile, parti degli accordi interconfedali o dei contratti collettivi, quali associazioni di sindacati datoriali ovvero dei lavoratori (talvolta governo o enti locali); i Corpi Intermedi sono i sindacati, le associazioni di categoria e i partiti politici.

Esistono Associazioni di Professionisti che, nella piena onestà comunicativa e consce dei propri confini operativi, svolgono il loro compito nel migliore dei modi. Molte altre realtà che, invece, professano di essere rappresentative dei diritti professionisti delle DBN, sono semplicemente strutture che non trovano in diritto nessuna collocazione e che non hanno nessun potere contrattuale per valenza numerica ai tavoli di lavoro di settore.

Il diritto ad essere rappresentati è sacro: scegliamo bene da chi farci rappresentare.

 

A cura della Redazione di @consulentidellosportedelterzosettore