IL CODICE ATECO NELLE DBN: un nodo non certo risolto

Le Discipline Bio Naturali sono una realtà consolidata da decenni, con un alto numero di praticanti, un sistema di apprendimento ben strutturato e una utenza in continuo aumento.

L’Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia IRER, nello studio Analisi dello sviluppo delle discipline bionaturali in Regione Lombardia e confronto con altre Regioni del 2010, stimò i professionisti italiani nel numero di 60.000 e, da allora, di strada se n’è fatta tanta. 

Le DBN, per la propria storia, sono attività che operano in autonomia formativa e professionale, facendo attenzione a non sovrapporsi con attività di settori normati o disciplinati da leggi europee o nazionali. I Professionisti in DBN sono attenti a usare termini adeguati e corretti ed evitare di generare nel cliente confusione con altre figure professionali. Risulta quindi difficile comprendere l’assenza di un codice ATECO che vada a identificare univocamente questi professionisti, consentendo loro di essere immediatamente identificabili statisticamente e godere di iniziative dedicate alla categoria o accedere a forme di sviluppo o di sostegno riservate ad essa. 

La difficoltà di collocare statisticamente l’attività professionale rende difficile interloquire con le istituzioni e, spesso, penalizza il settore nei rapporti con la pubblica amministrazione. 

Ad oggi, tranne i pochi professionisti che afferiscono al codice ATECO 96.04.10 “servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali)” la maggior parte afferisce al Codice ATECO 96.09.09 “Altri servizi alla persona n.c.a.”, calderone nel quale cuociono tante dignitosissime professioni, ma lontane anni luce dalle DBN come pratica e tipologia. Solo per fare qualche esempio, ritroviamo in questo codice: astrologi e spiritisti, lustrascarpe, parcheggiatori di automobili, bagnini e assistenti domestiche. 

Leggiamo, quindi, con gran gioia dell’iniziativa di una libera aggregazione di Associazioni di Professionisti delle DBN che ha rivolto una proposta all’ISTAT per la creazione di uno o più codici ATECO dedicati alla DBN, nell’ambito della periodica revisione degli stessi. L’iniziativa, sottoscritta da otto associazioni appartenenti al “Tavolo Permanente delle Associazioni dei Professionisti in DBN ha subito trovato il sostegno di oltre venti associazioni e comitati di settore ed altre associazioni stanno comunicando la propria volontà di sottoscrivere la richiesta, a sostegno dell’iniziativa. 

Questa è un’opportunità preziosa per tutti i Professionisti delle DBN che lavorano seriamente e con coscienza e non chiedono altro che veder riconosciuta la propria dignità professionale. Se l’iniziativa non piacerà a quelli che preferirebbero restare nell’ombra e muoversi nella confusione e nell’ambiguità, come si suol dire, “ce ne faremo una ragione”.

I veri professionisti delle DBN si siedono al Tavolo e si confrontano con gli altri operatori, ognuno apportando il proprio pensiero, le proprie esperienze e la propria voce per unirsi in maniera corale.
Gli altri, invece, preferiscono frammentazioni e divisioni che non fanno bene al settore.

Nelle DBN esistono tanti frammentati centri con piccole tattiche di lavoro ma manca, ed è innegabile, una strategia di insieme, una voce unitaria.


A cura della Redazione di @consulentidellosportedelterzosettore